|
E' notte. Quel tipo di notte che allora, nell'alba luminosa dei miei 20
anni, consideravo amica. E' notte su un fiume. E le luci accendono di
mille riflessi cangianti le ombre dei tuoi occhi. Già è paradossale
come tornino limpidi solo quando mi guardi. Tuo malgrado. Camminiamo.
O meglio tu cammini e io ondeggio sui mie tacchi anni 40, che tanto
amo. Ondeggio con indosso un tubino nero e una giacca di pelle bianca.
E nient'altro. Ondeggio verso il profumo della notte. Cerco le braccia
in cui ero solita sprofondare. Le sue. Nelle tue mi avvolgo. Adesso.
C'è musica. E ci sono parole fluide. Mescolate nei bicchieri. Soffiate
fuori dalle sigarette. Confuse nelle salive mescolate. Ho voglia. La
vicinanza fusa della notte vibra dentro il mio sangue.
Non ci riesco. Non m'importa nulla di come articoli i tuoi giochi.
Quali e quante siano le tue puntate. Rido di me stessa. Non m'importa
davvero. Non quando la lupa ulula dentro di me alla ricerca del
sangue. Non c'è spazio. Aliti sulle mie labbra sillabe fumose di
desiderio alcolico. Sento le tue mani che forzano la barriera sottile
della stoffa. Lentamente e inesorabilmente gli strati di anni e di
cinismo mi scivolano di dosso. Sono nuda sotto il velo sottile della
mia passione esibita. Nuda come te. Due ragazzi nella notte. Mi hai
sdraiato su una macchina e mi hai sfilato lieve il nulla di pizzo che
copriva la mia voglia liquida. Ora tocca a te. Ti concedo un bagno
invece di un marciapiede. Sono una signora. Giovane molto giovane .
Stanotte. Ma sempre uan signora. Ancora quella sensazione precisa. Come
un gambero. Scivolo lenta all'indietro. Ondeggio a cavalcioni del tuo
corpo su un divanetto in riva ad un fiume. Tra occhi che vorrei più
indiscreti e ragazze con qualche talento per il piacere che mi auguro
non vada sprecato.
Basta ho bisogno di cazzo e di pelle ora. Cammino quasi trascinandoti.
Aspetto che tu metta in moto per avvinghiarmi alla tua fonte. Succhio
avida. I tuoi gemiti sono musica per le mie orecchie. In un lampo penso
che stuprarti contro il muro di un parcheggio potrebbe essere la
migliore idea della mia vita. Ma tu sei già in ascensore. Reagisci
sulla base di puro istinto. Ogni razionalità annullata. La notte veglia
sui nostri desideri indecenti. Il tuo cazzo scivola tra le mie cosce.
Ti cavalco....Non basta. Non serve. Le bocche affondano avide tar cosce
spalancate. Due troie offerte. A ritroso. Di nuovo. NOI!!!
|
|
Commenti utenti  |
|
Valuazione utenti
(0 voto)
|
|
|